lunedì 3 dicembre 2007

Rotkho

Non sono semplici sovrapposizioni di rettangoli colorati,non sono semplici pennellate o semplici acosstamenti di colori, non sono questo i quadri di Rothko. Sono il frutto di un percoso atristico ed esistenziale, sono espressione di una tensione portata al massimo, e la rappresentazione della vera essenza della realtà, dello spazio, della prospettiva,di una percezione visiva puramente mentale... questo sono i quadri di Rothko.

Nella tela lo spazio perde ogni sua consistenza materiale e la realtà pittorica emerge dalla semplice successione ritmica dei movimenti all' interno del quadro, l'arte non è più figurativa, ma diventa musica e ritmicità, una ritmicità avvolgente, quasi palpabile... ed è così che nasce il concetto di plasticità elaborato dall' artista:



"in pittura la plasticità scaturisce da un sensazione duplice di movimento,sia dentro la tela che nello spazio antistante ad essa. Di fatto l'artista invita l'osservatore ad intraprendere un viaggio dentro l'universo de quadro. L'osservatore deve muoversi insieme alle forme realizzate dall'artista, dentro e fuori, in diagonale e in orizzontale, deve curvarsi in prossimità degli elementi sferici, attraversare un tunnel, scivolare giù per i declivi, saltare da un punto all'altro come attratto da una calamita che lo spinge a percorrere lo spazio, a penetrare in recessi misteriosi, e se il dipinto è riuscito, farà tutto questo a vari intervalli correlati. Questo viaggio è l'ossatura, l'anima dell' idea".




Ed è così che alternando luminosità e oscurità Rothko si concentra sulle pure proprietà pittoriche quali il colore, la forma, le dimensioni, le proporzioni, spinto dalla convinzione che questi elementi possano svelare la presenza di una alta verità filosofica. Gli elementi visivi come la luminosità, l'oscurità, lo spazio, il contrasto di colori vengono collegati dallo stesso artista a temi profondi come la tragedia, l'estasy e il sublime; l'immagine astratta può da sola rappresentare la fondamentale natura del dramma umano.


Sulla scia della teoria di Nitzshe sulla polarità tra l' Apollineo e il Dionisiaco, Rothko nelle sue opere bicromatiche arriva a rappresentare l'opposizione binaria tra elementi razionali o astratti contro elementi emotivi, istintivi o tragici.











Al termine del percorso i colori e le forme scompaiono, sembra di osservare il nulla da un angolo della terra, la tela diventa scura, nera, svanisce l'invito in un viaggio all'interno del quadro, l'osservatore appare costretto a un'isolamento che lo avvolge e lo costringe a guardare dentro se stesso.