
"Cioé non é che entro in studio, mi levo la giacca, e trac! faccio tre o quattro tagli. No, a volte, la tela, la lascio lì appesa per delle settimane prima di essere sicuro di cosa ne farò, e solo quando mi sento sicuro, parto, ed é raro che sciupi una tela; devo proprio sentirmi in forma per fare queste cose".

Fontana non tagliava o bucava tele per il semplice piacere di roviarle, sfreggiarle...come portebbe fare chiunque d'altronde..quei tagli non sono semplici decorazioni artistiche prive di significato......lo stesso gesto del tagliare la tela è come una specie di rituale...L'operazione mentale di Fontana (che si risolveva praticamente in un attimo, nel gesto di tagliare la tela) è un'operazione assai complessa e il gesto conclusivo non la rivela che in parte,è un momento particolare.... di concentrazione.
Quei buchi, quei tagli sulle tele non sono che la rappresentazione del così detto segno gestuale, carico di energia, con cui Fontana buca, strappa, violenta (fin quasi a far percepire un’allusione sessuale) la superficie della tela, del cartone, della carta : è un segno-gesto che supera fisicamente lo spazio bidimensionale andando oltre i limiti delle due dimensioni facendo intuire spazi indefiniti…i tagli sono espressione di un’intenzione contemplativa, quasi metafisica, di una ricerca dell’essenzialità, di un invito cruento ad andare oltre la tela, oltre la realtà……